L’AVARO IMMAGINARIO – In viaggio verso Moliere da Napoli a Parigi

SABATO 21 FEBBRAIO 2026 - TEATRO MARIA CANIGLIA - SULMONA

04

Settembre

di e con Enzo Decaro


e con la Compagnia Luigi De Filippo


Regia Enzo Decaro


e con (in o.a.)

Luigi Bignone, Angela De Matteo, Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Massimo Pagano, Fabiana Russo, Ingrid Sansone


Musiche:

Nino Rota (da “Le Molière Immaginarie”)


Musiche di scena ispirate a villanelle e canzoni popolari del 600’ napoletano


Scene:

Luigi Ferrigno


Costumi:

Ilaria Carannante


Disegno luci:

Luigi Della Monica


Assistente alla regia:

Roberto Fiorentino 


Produzione:

I Due della Città del Sole 

QUANDO

SABATO 21 FEBBRAIO 2026 - ore 21.00

DOVE

TEATRO MARIA CANIGLIA - SULMONA

Questo spettacolo è un viaggio nel teatro, quello di Molière in primo luogo, ma anche un viaggio nel Seicento, un secolo contrassegnato da guerre, epidemie, grandi tragedie ma anche da profonde intuizioni e illuminazioni. Ed è anche il viaggio, reale e immaginario, di Oreste Bruno e la sua Compagnia di famiglia, quella dei Fratelli dè Bruno da Nola, discendenti del grande filosofo Giordano Bruno, una vera “carretta dei comici” viaggiante, tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo. È il viaggio verso Parigi, verso il teatro, verso Molière ma anche una fuga dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i protagonisti a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza; durante il percorso, più volte “la Compagnia” si ferma  e il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico, si fa il Teatro. E grazie alle offerte donate in cambio delle esibizioni incentrate sulle opere di Molière la compagnia riesce a sopravvivere. E tra incontri, scontri, avvenimenti e pensieri questo viaggio si fa avvicinamento e mescolanza tra Napoli e Parigi, in una grande commedia del teatro, dove tutto è finto, ma niente è falso.

«Il progetto nasce soprattutto da una curiosità artistica originata dalla constatazione che, a un certo punto della loro carriera, i De Filippo hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con il teatro di Molière e il suo genio innovativo. Per entrambi, come del resto per Molière, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita come teatro, anche vissuto nella realtà quotidiana, è stato davvero sottile.»  Enzo Decaro